giovedì 26 novembre 2015

domenica 22 novembre 2015

Benedetto XVI parla della Solennità di Gesù Cristo Re dell’universo (YouTube)



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Buona domenica cari Amici!!!
Grazie al lavoro della nostra Gemma ritorniamo a sei anni fa e riascoltiamo una vera perla.
Il 22 novembre 2009, Solennità di Gesù Cristo Re dell’universo, Benedetto XVI spiegò in modo chiaro e straordinario la ragione di questa Festa tanto importante prima della preghiera dell'Angelus. Il testo dell'intervento è consultabile qui.

In particolare:

"In quest’ultima domenica dell’Anno liturgico celebriamo la solennità di Gesù Cristo Re dell’universo, una festa di istituzione relativamente recente, che però ha profonde radici bibliche e teologiche. Il titolo di “re”, riferito a Gesù, è molto importante nei Vangeli e permette di dare una lettura completa della sua figura e della sua missione di salvezza".

"Quando Gesù viene messo in croce, i capi dei Giudei lo deridono dicendo: “E’ il re d’Israele; scenda ora dalla croce e crederemo in lui” (Mt 27,42). In realtà, proprio in quanto è il Figlio di Dio Gesù si è consegnato liberamente alla sua passione, e la croce è il segno paradossale della sua regalità, che consiste nella vittoria della volontà d’amore di Dio Padre sulla disobbedienza del peccato. E’ proprio offrendo se stesso nel sacrificio di espiazione che Gesù diventa il Re universale, come dichiarerà Egli stesso apparendo agli Apostoli dopo la risurrezione: “A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra” (Mt 28,18).

Ma in che cosa consiste il “potere” regale di Gesù? Non è quello dei re e dei grandi di questo mondo; è il potere divino di dare la vita eterna, di liberare dal male, di sconfiggere il dominio della morte. È il potere dell’Amore, che sa ricavare il bene dal male, intenerire un cuore indurito, portare pace nel conflitto più aspro, accendere la speranza nel buio più fitto. Questo Regno della Grazia non si impone mai, e rispetta sempre la nostra libertà. Cristo è venuto a “rendere testimonianza alla verità” (Gv 18,37) – come dichiarò di fronte a Pilato –: chi accoglie la sua testimonianza, si pone sotto la sua “bandiera”, secondo l’immagine cara a sant’Ignazio di Loyola. Ad ogni coscienza, dunque, si rende necessaria – questo sì – una scelta: chi voglio seguire? Dio o il maligno? La verità o la menzogna? Scegliere per Cristo non garantisce il successo secondo i criteri del mondo, ma assicura quella pace e quella gioia che solo Lui può dare. Lo dimostra, in ogni epoca, l’esperienza di tanti uomini e donne che, in nome di Cristo, in nome della verità e della giustizia, hanno saputo opporsi alle lusinghe dei poteri terreni con le loro diverse maschere, sino a sigillare con il martirio questa loro fedeltà".

"Cari fratelli e sorelle, quando l’Angelo Gabriele portò l’annuncio a Maria, Le preannunciò che il suo Figlio avrebbe ereditato il trono di Davide e regnato per sempre (cfr Lc 1,32-33). E la Vergine Santa credette ancor prima di donarLo al mondo. Dovette, poi, senz’altro domandarsi quale nuovo genere di regalità fosse quella di Gesù, e lo comprese ascoltando le sue parole e soprattutto partecipando intimamente al mistero della sua morte di croce e della sua risurrezione. Chiediamo a Maria di aiutare anche noi a seguire Gesù, nostro Re, come ha fatto Lei, e a renderGli testimonianza con tutta la nostra esistenza".

mercoledì 18 novembre 2015

A dieci anni dalla "Deus caritas est" - La verità dell'amore (Gerhard Ludwig Muller)

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La Biblioteca Romana Joseph Ratzinger Benedetto XVI- Una casa fatta di libri (Guidi)

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“Dalla Bibbia alla Biblioteca – Benedetto XVI e la Cultura della Parola” (Ravasi)

Clicca qui per leggere il testo dell'intervento del card. Ravasi in occasione dell'inaugurazione della Biblioteca Joseph Ratzinger-Benedetto XVI.

Benedetto XVI in visita alle Biblioteche Vaticana e Gregoriana (YouTube)



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Grazie al lavoro della nostra Gemma rivediamo alcuni momenti molto significativi per la giornata di oggi.
Alcune immagini delle Visita di Benedetto XVI alla Biblioteca Apostolica Vaticana (25 giugno 2007) ed alla Pontificia Università Gregoriana (3 novembre 2006).

Joseph Ratzinger, lo studio di una vita ed il lungo cammino interiore che lo portarono a scrivere i volumi su Gesù

Carissimi Amici, nel giorno dell'inaugurazione della Biblioteca dedicata a Joseph Ratzinger-Benedetto XVI, è bello rileggere la Premessa che il Papa teologo scrisse al primo volume su Gesù di Nazaret, "Dal Battesimo alla Trasfigurazione".
Nel testo Benedetto apre il suo cuore e parla della genesi del libro la cui pubblicazione è frutto dello studio di una vita e di un lungo cammino interiore.
Di seguito il testo completo. Colpì tutti il brano in cui Joseph Ratzinger scrisse che si trattava di un atto non magisteriale e che quindi ciascuno poteva sentirsi libero di contraddirlo. Il Santo Padre chiedeva semplicemente un "anticipo di simpatia" senza il quale non ci può essere alcun dialogo o comprensione.
Quanto suonano profetiche e amare quelle parole rilette alla luce di quanto il Papa ha sofferto. In questo giorno gli rivolgiamo un pensiero ed una preghiera speciali.
L'inaugurazione della Biblioteca serve anche da monito a tutti noi: il duro lavoro di ricerca, il cammino interiore, gli studi ("le sudate carte") rivestono un'importanza fondamentale. L'improvvisazione va bene a teatro ma non in posti di grande responsabilità.
R.

"GESU' DI NAZARET" DI JOSEPH RATZINGER-BENEDETTO XVI

”La mia interpretazione della figura di Gesù nel Nuovo Testamento...”

di Joseph Ratzinger / Benedetto XVI

Al libro su Gesù, di cui ora presento al pubblico la prima parte, sono giunto dopo un lungo cammino interiore.

Al tempo della mia giovinezza – negli anni Trenta e Quaranta – vennero pubblicati una serie di libri entusiasmanti su Gesù. Ricordo solo il nome di alcuni autori: Karl Adam, Romano Guardini, Franz Michel Willam, Giovanni Papini, Jean Daniel-Rops. In tutti questi libri l’immagine di Gesù Cristo venne delineata a partire dai Vangeli: come Egli visse sulla terra e come, pur essendo interamente uomo, portò nello stesso tempo agli uomini Dio, con il quale, in quanto Figlio, era una cosa sola. Così, attraverso l’uomo Gesù, divenne visibile Dio e a partire da Dio si poté vedere l’immagine dell’uomo giusto.

A cominciare dagli anni Cinquanta la situazione cambiò. Lo strappo tra il “Gesù storico” e il “Cristo della fede” divenne sempre più ampio; l’uno si allontanò dall’altro a vista d’occhio. Ma che significato può avere la fede in Gesù Cristo, in Gesù Figlio del Dio vivente, se poi l’uomo Gesù era così diverso da come lo presentano gli evangelisti e da come lo annuncia la Chiesa a partire dai Vangeli?

I progressi della ricerca storico-critica condussero a distinzioni sempre più sottili tra i diversi strati della tradizione. Dietro di essi, la figura di Gesù, su cui poggia la fede, divenne sempre più incerta, prese contorni sempre meno definiti.

Nello stesso tempo le ricostruzioni di questo Gesù , che doveva essere cercato dietro le tradizioni degli Evangelisti e le loro fonti, divennero sempre più contraddittorie: dal rivoluzionario nemico dei romani che si oppone al potere costituito e naturalmente fallisce al mite moralista che tutto permette e inspiegabilmente finisce per causare la propria rovina.

Chi legge di seguito un certo numero di queste ricostruzioni può subito constatare che esse sono molto più fotografie degli autori e dei loro ideali che non la messa a nudo di una icona diventata confusa. Nel frattempo è sì cresciuta la diffidenza nei confronti di queste immagini di Gesù, e tuttavia la figura stessa di Gesù si è allontanata ancor più da noi.

Tutti questi tentativi hanno comunque lasciato dietro di sé, come denominatore comune, l’impressione che noi sappiamo ben poco di certo su Gesù e che solo più tardi la fede nella sua divinità ha plasmato la sua immagine. Questa impressione, nel frattempo, è penetrata profondamente nella coscienza comune della cristianità.

Una simile situazione è drammatica per la fede perché rende incerto il suo autentico punto di riferimento: l’intima amicizia con Gesù, da cui tutto dipende, minaccia di annaspare nel vuoto.


* * *

Ho sentito il bisogno di fornire ai lettori queste indicazioni di metodo perché esse determinano la strada della mia interpretazione della figura di Gesù nel Nuovo Testamento.

Per la mia presentazione di Gesù questo significa anzitutto che io ho fiducia nei Vangeli. Naturalmente dò per scontato quanto il Concilio e la moderna esegesi dicono sui generi letterari, sull’intenzionalità delle affermazioni, sul contesto comunitario dei Vangeli e il loro parlare in questo contesto vivo. Pur accettando, per quanto mi era possibile, tutto questo ho voluto fare il tentativo di presentare il Gesù dei Vangeli come il vero Gesù, come il “Gesù storico” nel vero senso della espressione.

Io sono convinto, e spero che se ne possa rendere conto anche il lettore, che questa figura è molto più logica e dal punto di vista storico anche più comprensibile delle ricostruzioni con le quali ci siamo dovuti confrontare negli ultimi decenni.

Io ritengo che proprio questo Gesù – quello dei Vangeli – sia una figura storicamente sensata e convincente. Solo se era successo qualcosa di straordinario, se la figura e le parole di Gesù superavano radicalmente tutte le speranze e le aspettative dell’epoca, si spiegano la sua crocifissione e la sua efficacia.

Già circa vent’anni dopo la morte di Gesù troviamo pienamente dispiegata nel grande inno a Cristo della Lettera ai Filippesi (2, 6-8) una cristologia, in cui di Gesù si dice che era uguale a Dio ma spogliò se stesso, si fece uomo, si umiliò fino alla morte sulla croce e che a lui spetta l’omaggio del creato, l’adorazione che nel profeta Isaia (45, 23) Dio proclamò come dovuta a lui solo.

La ricerca critica si pone a buon diritto la domanda: che cosa è successo in questi vent’anni dalla crocifissione di Gesù? Come si giunse a questa cristologia?

L’azione di formazioni comunitarie anonime, di cui si cerca di trovare gli esponenti, in realtà non spiega nulla. Come mai dei raggruppamenti sconosciuti poterono essere così creativi, convincere e in tal modo imporsi? Non è più logico anche dal punto di vista storico che la grandezza si collochi all’inizio e che la figura di Gesù fece nella pratica saltare tutte le categorie disponibili e poté così essere compresa solo a partire dal mistero di Dio?

Naturalmente, credere che proprio come uomo egli fosse Dio e fece conoscere questo avvolgendolo nelle parabole e tuttavia in un modo sempre più chiaro, va al di là delle possibilità del metodo storico. Al contrario, se a partire da questa convinzione di fede si leggono i testi con il metodo storico e la sua apertura per ciò che è più grande, essi si aprono, per mostrare una via e una figura, che sono degne di fede.

Diventano allora chiare anche la lotta a più strati presente negli scritti del Nuovo Testamento intorno alla figura di Gesù e nonostante tutte le diversità, il profondo accordo di questi scritti.

È chiaro che con questa visione della figura di Gesù io vado al di là di quello che dice ad esempio Schnackenburg in rappresentanza di una buona parte dell’esegesi contemporanea.

Io spero, però, che il lettore comprenda che questo libro non è stato scritto contro la moderna esegesi, ma con grande riconoscenza per il molto che ci ha dato e continua a darci. Essa ci ha fatto conoscere una grande quantità di fonti e di concezioni attraverso le quali la figura di Gesù può divenirci presente in una vivacità e profondità che solo pochi decenni fa non riuscivamo neppure a immaginare.

Io ho solo cercato di andare oltre la mera interpretazione storico-critica applicando i nuovi criteri metodologici, che ci permettono una interpretazione propriamente teologica della Bibbia e che naturalmente richiedono la fede senza per questo volere e poter affatto rinunciare alla serietà storica.

Di certo non c’è affatto bisogno di dire espressamente che questo libro non è assolutamente un atto magisteriale, ma è unicamente espressione della mia ricerca personale del “volto del Signore” (Salmo 27, 8). Perciò ognuno è libero di contraddirmi. Chiedo solo alle lettrici e ai lettori quell’anticipo di simpatia senza la quale non c’è alcuna comprensione.

Come ho detto all’inizio della prefazione, il cammino interiore verso questo libro è stato lungo.

Ho potuto cominciare a lavorarci durante le vacanze estive del 2003. Nell’agosto del 2004 ho poi dato forma definitiva ai capitoli dall’1 al 4. Dopo la mia elezione alla sede episcopale di Roma ho usato tutti i momenti liberi per portarlo avanti.

Poiché non so quanto tempo e quanta forza mi saranno ancora concessi mi sono ora deciso a pubblicare come prima parte del libro i primi dieci capitoli, che vanno dal battesimo al Giordano fino alla confessione di Pietro e alla Trasfigurazione.

Roma, festa di san Gerolamo
30 settembre 2006

© Copyright 2007 - Libreria Editrice Vaticana

Joseph Ratzinger-Benedetto XVI, "Gesù di Nazaret", Rizzoli 2007

Come è nata la Biblioteca Ratzinger? (Gagliarducci)

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Oggi la cerimonia di inaugurazione della Biblioteca Romana Joseph Ratzinger – Benedetto XVI

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Sì, no, non so, fate voi. Le linee guida di Francesco per l'intercomunione con i luterani (Magister). Riflessioni (R.)

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Riflessioni? Ma no...in fondo c'è qualcosa da commentare? Senza parole (come sempre...).
Passiamo alle cose serie piuttosto: l'inaugurazione della Biblioteca dedicata a Joseph Ratzinger-Benedetto XVI :-)
R.

domenica 15 novembre 2015

Dov'è finito il grido "Vergogna vergogna" lanciato a Lampedusa? Il commento di Socci. Riflessioni (R.)

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Buona domenica, Amici! 
Come sapete, nemmeno io ho apprezzato l'urlo "Vergogna vergogna" pronunciato a Lampedusa nei confronti degli Europei ed in particolare degli Italiani (visto che si è parlato sempre e solo in italiano) dimenticando le tante vite salvate dalle nostre forze dell'ordine nell'indifferenza di altri Paesi.
Avrei gradito che identico tono di voce e identica indignazione fossero usati anche nei confronti di criminali assassini che stanno insanguinando la Francia, il Libano, la Libia, altre Nazioni africane per non parlare delle minacce rivolte all'Europa intera.
Per quanto riguarda le minacce all'Italia, premesso che non sono un'esperta e parlo solo a titolo personale dopo avere ascoltato ieri opinionisti molto intelligenti e capaci, non credo che ci sia ragione di temere. Questi assassini non hanno scrupoli ma, come dice Massimo Cacciari, non sono affatto stupidi anzi...
Che interesse avrebbero ad attaccare l'Italia considerato uno dei "ventri molli" dell'Europa? Che interesse avrebbero ad attaccare il Vaticano in questo momento storico?
Personalmente non penso che ci sia motivo di vivere nel terrore o almeno lo spero...
R.

In Belgio, la rivincita di Danneels su Ratzinger. Il trionfo del club di San Gallo (Magister)

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E i media (salvo pochi giornalisti coraggiosi) tacciono...ma tacendo tacendo si rischia di diventare irrilevanti.

sabato 14 novembre 2015

Un pensiero ed una preghiera per le vittime degli orribili attentati di Parigi

Carissimi Amici, è doveroso rivolgere una preghiera per le vittime dei terribili attentati di Parigi ed esprimere la nostra vicinanza alle famiglie e ai tantissimi feriti.
Alla scuola di Benedetto XVI ricordiamo e ribadiamo ancora una volta che nessuna violenza può essere perpetrata e giustificata in nome di Dio.
Un piccola piccola considerazione: a Ratisbona Joseph Ratzinger aveva lanciato un appello (e una sfida) a tutte le religioni: unirsi nel nome del Dio della pace che non ammette che si uccida in suo nome. Volutamente è stato frainteso, prima di tutto dai media (che hanno una GRAVISSIMA responsabilità e che saranno giudicati dalla storia per la miopia dimostrata) e poi dai leader politici e religiosi. Pesantissima anche la responsabilità del clero, a tutti i livelli, che ha preferito adagiarsi sul comodo politicamente corretto prendendo a più non posso le distanze dal Papa.
A costoro consiglio la rilettura della lectio di Ratisbona. Potrebbero imparare qualcosa oltre che prendere qualche spunto...
R.

p.s. sto ascoltando Lombardi al Tg1. No comment...
Certo che anche l'idea di convocare un Giubileo in tutta fretta (con costi astronomici per lo Stato Italiano...e io pago!) e in questo contesto internazionale...vabbé! Fosse stato Ratzinger il Papa...

venerdì 6 novembre 2015

Bruxelles, niente creatività nella nomina (Tosatti)

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Caos ed incertezza. Scalfari, il Sinodo, Danneels e la crisi incombente nel commento di Damian Thompson

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Quando si dice parlare chiaro...
R.

Vedi anche:


Bomba dello Spectator contro Bergoglio: Sta distruggendo il papato

Danneels e il Conclave del 2005. Esplosiva intervista a Paul Badde (Pentin)

Clicca qui per leggere articolo e intervista. Qui una traduzione sommaria.
Peccato che nessuno in Italia parli di questi risvolti interessanti...si potrebbero scrivere almeno due libri :-)
Eh sì...
R.

E' questa la "primavera" della chiesa? Sostituire Mons. Léonard con un "figlio spirituale" di Danneels?

Un saluto speciale ed un ringraziamento a Mons. Léonard, vero uomo di Dio, scelto personalmente da Benedetto XVI. Non è mai diventato cardinale. Vedremo se anche il suo successore seguirà la stessa sorte.
Qui il commento alla nomina (che già si sapeva) da parte di Marco Tosatti e qui l'articolo di Ce Soir che considera il nuovo arcivescovo "prolungamento naturale" e "figlio spirituale" di Danneels.
Benedetto XVI non aveva dato retta ai suggerimenti di quest'ultimo decidendo di promuovere Mons. Léonard. Come afferma Ce Soir si è trattato, per il Belgio, di una parentesi.
Quanto appare lontano il 2010, vero media? Ma siamo anni luce anche dal febbraio-marzo 2013 (epoca preconclave).
Come dire...tutto bene quel che finisce "bene" e viva San Gallo :-)
R.

giovedì 5 novembre 2015

Il micidiale meccanismo del circo mediatico come strumento di potere nel commento di Socci. Riflessioni (R.)

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Più ci penso e più tutta questa storia di corvi e bestiole varie mi pare molto ma molto strana.
Guarda caso la macchina mediatica si è messa in moto non per denunciare quanto accade oggi (ribadiamo: la "vecchia guardia" non può essere responsabile semplicemente perché parliamo di nuovi personaggi...) ma per attaccare coloro che sono percepiti come "scomodi".
Così si va al "catasto" per puntare il dito sulla metratura delle case di alcuni cardinali tacendo "opportunamente" su quella di altri, per così dire, "allineati".
Si fanno le pulci alle spese di viaggio del card. Pell ma, guarda caso, si tace sul fatto che altri cardinali sono più a Roma che nelle proprie diocesi. Come ci arrivano? A nuoto?
Eh, cari media, un po' di coerenza! Altrimenti rischiate che si scopra il vostro gioco :-)
R.

p.s. c'è poi il caso "compassionevole": gente che, sotto il Pontificato di Papa Benedetto, si è sempre nascosto dietro la sua persona e ora si trova solo a affrontare il fango in perfetta solitudine. Chi è causa del suo mal pianga se stesso (e magari taccia).

mercoledì 4 novembre 2015

"Cari" giornalisti e vaticanisti evocare la "vecchia guardia" è sinonimo di malafede pura. Le contraddizioni dei media (Raffaella)

Cari amici, ormai la chiesa (minuscolo) è nella confusione più totale.
Non poteva che essere questa la conclusione di messaggi contraddittori che suggerivano questo e subito dopo il suo contrario.
Questa è la "percezione", parola magica che tanto piaceva fino a poco tempo fa ma che oggi rischia di diventare un boomerang.
La cosa che sorprende di più, tuttavia, è che anche i giornalisti, ed in particolare i vaticanisti, passando per editorialisti e commentatori vari, sembrano entrati in una spirale di caos che non può non far sorridere chi, come me, ormai guarda il tutto dall'esterno.
Ci sono furbi e furbetti che cercano in tutti i modi di far passare nell'opinione pubblica l'idea che tutto ciò che accade in questi giorni in Vaticano sia, in realtà, "colpa" della vecchia guardia.
Vogliamo parlare senza girarci troppo intorno? E' tutta colpa di Ratzinger!
Del resto, come ci ha riferito Eufemia, c'è chi l'ha detto chiaramente.
Peccato che questa conclusione sia del tutto illogica sia perché non corrisponde ai fatti sia perché in contraddizione con le tonnellate di articoli ed editoriali scritti in questi ultimi due anni e otto mesi.
Come scritto e riscritto da persone molto più importanti di me, se vogliamo parlare di corvi e di una Vatileaks 2, non possiamo non ricordare che le persone arrestate o comunque indagate (precisiamo: vale per TUTTI la presunzione di innocenza!) non sono state nominate da Benedetto XVI o imposte da prelati a lui vicini, ma sono state scelte e messe in ruoli importanti dallo stesso Francesco.
Che cosa c'entra la vecchia guardia che vorrebbe ostacolare le grandi riforme del Papa regnante?
Troppo impegnati ad incensare il "nuovo" corso, i giornalisti si dimenticano di scrivere ovvietà e non pensano nemmeno per un minuto che, forse, certe scelte si sono rivelate clamorosamente sbagliate.
Che cosa sarebbe successo se fosse stato Benedetto a commettere simili errori di valutazione? Non serve rispondere. Lo sappiamo già perché si sono sprecati fiumi d'inchiostro in passato per criticare questa o quella nomina.
Si prenda atto del fatto che probabilmente non sempre certe scelte "mediatiche" si sono rivelate opportune.
Eh sì perché io me li ricordo bene certi incensi di fronte a quella che sembrava una rivoluzione. Bastava ascoltare Magister e invece si è pensato a sospendergli l'accredito.
Anche Nuzzi insiste, come TUTTI (salvo lodevoli eccezioni), sul fatto che Francesco avrebbe ereditato una situazione disastrosa. Davvero? Caspita! Sono passati due anni e otto mesi dal marzo 2013 e siamo ancora a questo punto? E' davvero strano...
E qui veniamo al secondo punto.
Sembra che giornalisti e vaticanisti non si rendano conto che ciò che scrivono oggi è in pura contraddizione con ciò che sono andati predicando per mesi e mesi.
Lorsignori ci hanno fatto credere che il nuovo Papa aveva operato strategie di rottura con il passato: aria pulita, brezza di primavera, cacciata dei malfattori, nuove nomine, nuovi collaboratori, borse nere, scarpe dello stesso colore, via le stole, via l'oro, via il palazzo apostolico, via Castel Gandolfo, via lo Ior (ah no...quello no!), via i maggiordomi, via tutto....
E adesso? Ci vengono a dire che Francesco si trova in questa situazione per colpa della vecchia guardia, per colpa di gente nominata da Ratzinger?
MA CHI VOGLIONO PRENDERE IN GIRO?
Delle due l'una: o hanno scritto ********* prima o le stanno scrivendo ora!
Non c'era stata la rivoluzione?
Certo se per rivoluzione si intendono decisioni come questa...beh...abbiamo un'idea ben diversa di rivoluzione!
Per di più vediamo schiere di commentatori che si stracciano le vesti e si strappano i capelli (chi li ha) perché la divulgazione di documenti riservati non aiuta la trasparenza. Ah sì? E perché non si è detta la stessa cosa quando venivano rubate le carte di Benedetto XVI?
Allora la pubblicazione era doverosa perché si doveva fare pulizia e ora diventa un ostacolo? Ma un po' di coerenza?
In tutto questo torna prepotentemente alla ribalta il "fantasma" di Bertone. Ancora? Cari giornalisti, l'era bertoniana, per così dire, è finita da un pezzo! Lungi da me la volontà di spendere una parola a difesa del cardinale (si difenda da solo!) ma non è un po' ridicolo tirarlo di nuovo in ballo quando per anni si è insistito sulla bellezza del nuovo corso?
Ciascuno si prenda le proprie responsabilità! Si lasci in pace Benedetto XVI che non può diventare il comodo capro espiatorio di quanto accaduto nel suo Pontificato, in quello precedente e adesso anche in quello successivo.
Si abbia il coraggio di affrontare la realtà ammettendo di avere contribuito a costruire un mondo idilliaco che, di fatto, non corrisponde (più) alla realtà.
Raffaella

Il complotto senza mandanti (Matzuzzi). La favoletta della vecchia guardia (R.)

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Rullo di tamburi e applausi per questi passaggi:

"...la “vecchia guardia” più in forma che mai intenta ad azzoppare il nuovo corso del Pontefice felicemente regnante. Che poi non si capisce in cosa sia “vecchia” questa guardia, visto che sia la poco più che trentenne dottoressa Francesca Immacolata Chaouqui sia il baldanzoso monsignore spagnolo Vallejo Balda nella commissione istituita per riformare le finanze vaticane ci sono finiti per volontà di Francesco"

"La domanda da farsi, semmai, è come sia stato possibile che una pierre trentenne che in passato aveva dato al segretario di stato vaticano Bertone del “corrotto” e al Papa emerito del “malato di leucemia” – tweet da cui ha preso le distanze parlando di un attacco hacker, benché le frasi incriminate siano rimaste online per mesi – sia potuta entrare in un organismo della Santa Sede incaricato di ridisegnare il sistema finanziario d’oltretevere".

Sinodo discorde. Verso uno "scisma di fatto" nella Chiesa? (Magister)

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Non chiamiamolo complotto....(Tosatti...da incorniciare!)

Clicca qui per leggere il bellissimo commento.
Già...dove sta l'errore?
Credo che sia questo il grande enigma e la ragione per cui i più appassionati sostenitori più accaniti ed appassionati di Francesco stando perdendo la testa e tentano in tutti i modi di scaricare la colpa su Benedetto ma i FATTI sono da un'altra parte. E' in preparazione un post :-)
R.

martedì 3 novembre 2015

Nuovi Corvi, vecchie strategie (Cascioli)

Clicca qui per leggere il commento segnalatoci da Alessia.

Alcuni passaggi che ritengo opportuno sottolineare:

"...Il primo riguarda la modalità - canali informali - delle nomine spesso usata in questo pontificato, anche in quelle episcopali. È vero che dato il funzionamento della macchina vaticana, la trafila ordinaria per le nomine può risultare farraginosa e rimanere ostaggio di burocrazia e cordate varie. 
Ma è altrettanto vero che le scelte fatte sulla base di intuizioni o di segnalazione degli amici degli amici, al di fuori di processi seri di selezione, comportano altrettanti rischi, se non peggiori".

"...la maggior parte dei vaticanisti ha preferito continuare a costruire un’aurea di infallibilità intorno a papa Francesco, anche su questioni dove non è in discussione il Magistero, magari pensando a prossime nomine. Quanto sta avvenendo in questi giorni dimostra però che così facendo si fa il male del Papa che a parole si dice di difendere..."

"...Indubbiamente stavolta lo schema della “vecchia guardia” non funziona un granché, visto che la Chaouqui è nomina tutta bergogliana e lo stesso Vallejo Balda da papa Francesco era stato promosso".

lunedì 2 novembre 2015

Halloween a Casa Santa Marta. Agli arresti Vallejo Balda e Chaouqui (Magister)

Clicca qui per leggere il commento.

Leggo:

Chaouqui e Vallejo Balda, la strana coppia

"Tutto inutile. Il circuito mediatico-ecclesiastico che da Casa Santa Marta in là incensa quotidianamente il papa non poteva ammettere dubbi sull'infallibilità di queste "sue" nomine".

Ancora complimenti a Magister per il coraggio (rarità!) e la coerenza (dote ancora più rara!).
E se Magister ha sempre avuto ragione su questo punto è ragionevole e doveroso pensare che stia dalla parte della verità anche su altri temi.
R.

La rivincita di Sandro Magister! Arrestati la Chaouqui e Balda!

Gli è stato tolto l'accredito presso la sala stampa ma oggi Sandro Magister può togliersi tutti i sassolini che ha nelle scarpe e prendersi una clamorosa rivincita.
Clicca qui per il commento scritto il 26 AGOSTO 2013! A dimostrazione del fatto che Magister ci vede bene e molto! Ma è indicativo soprattutto questo articolo.
Noto che stavolta si è provveduto ad arrestare i responsabili alla velocità della luce. Wao!
Ricordo molto bene certi tweet della signora ma non è il caso di parlarne :-)
Addirittura si minacciano azioni legali contro i libri in uscita cosa mai fatta "in passato".
R.

domenica 1 novembre 2015

Santa Messa di Ognissanti (01.11.2006): omelia di Benedetto XVI (YouTube)



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Grazie a Gemma riascoltiamo una bellissima omelia :-)
Il 1° novembre 2006, Solennità di Tutti i Santi, Benedetto XVI celebrò la Messa nella Basilica Vaticana. Il testo dell'omelia è consultabile qui.

In particolare:

"I santi non sono una esigua casta di eletti, ma una folla senza numero, verso la quale la liturgia ci esorta oggi a levare lo sguardo. In tale moltitudine non vi sono soltanto i santi ufficialmente riconosciuti, ma i battezzati di ogni epoca e nazione, che hanno cercato di compiere con amore e fedeltà la volontà divina. Della gran parte di essi non conosciamo i volti e nemmeno i nomi, ma con gli occhi della fede li vediamo risplendere, come astri pieni di gloria, nel firmamento di Dio".

" L'esperienza della Chiesa dimostra che ogni forma di santità, pur seguendo tracciati differenti, passa sempre per la via della croce, la via della rinuncia a se stesso. Le biografie dei santi descrivono uomini e donne che, docili ai disegni divini, hanno affrontato talvolta prove e sofferenze indescrivibili, persecuzioni e martirio. Hanno perseverato nel loro impegno, "sono passati attraverso la grande tribolazione - si legge nell'Apocalisse - e hanno lavato le loro vesti rendendole candide col sangue dell'Agnello" (v. 14). I loro nomi sono scritti nel libro della vita (cfr Ap 20, 12); loro eterna dimora è il Paradiso. L'esempio dei santi è per noi un incoraggiamento a seguire le stesse orme, a sperimentare la gioia di chi si fida di Dio, perché l'unica vera causa di tristezza e di infelicità per l'uomo è vivere lontano da Lui.

La santità esige uno sforzo costante, ma è possibile a tutti perché, più che opera dell'uomo, è anzitutto dono di Dio, tre volte Santo (cfr Is 6, 3). Nella seconda Lettura, l'apostolo Giovanni osserva: "Vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente!" (1 Gv 3, 1). È Dio, dunque, che per primo ci ha amati e in Gesù ci ha resi suoi figli adottivi. Nella nostra vita tutto è dono del suo amore: come restare indifferenti dinanzi a un così grande mistero? Come non rispondere all'amore del Padre celeste con una vita da figli riconoscenti? In Cristo ci ha fatto dono di tutto se stesso, e ci chiama a una relazione personale e profonda con Lui. Quanto più pertanto imitiamo Gesù e Gli restiamo uniti, tanto più entriamo nel mistero della santità divina. Scopriamo di essere amati da Lui in modo infinito, e questo ci spinge, a nostra volta, ad amare i fratelli. Amare implica sempre un atto di rinuncia a se stessi, il "perdere se stessi", e proprio così ci rende felici.

Così siamo arrivati al Vangelo di questa festa, all'annuncio delle Beatitudini che poco fa abbiamo sentito risuonare in questa Basilica. Dice Gesù: Beati i poveri in spirito, beati gli afflitti, i miti, beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, i misericordiosi, beati i puri di cuore, gli operatori di pace, i perseguitati per causa della giustizia (cfr Mt 5, 3-10). In verità, il Beato per eccellenza è solo Lui, Gesù. È Lui, infatti, il vero povero in spirito, l'afflitto, il mite, l'affamato e l'assetato di giustizia, il misericordioso, il puro di cuore, l'operatore di pace; è Lui il perseguitato a causa della giustizia. Le Beatitudini ci mostrano la fisionomia spirituale di Gesù e così esprimono il suo mistero, il mistero di Morte e Risurrezione, di Passione e di gioia della Risurrezione. Questo mistero, che è mistero della vera beatitudine, ci invita alla sequela di Gesù e così al cammino verso di essa. Nella misura in cui accogliamo la sua proposta e ci poniamo alla sua sequela - ognuno nelle sue circostanze - anche noi possiamo partecipare della sua beatitudine. Con Lui l'impossibile diventa possibile e persino un cammello passa per la cruna dell'ago (cfr Mc 10, 25); con il suo aiuto, solo con il suo aiuto ci è dato di diventare perfetti come è perfetto il Padre celeste (cfr Mt 5, 48)".

Buona Festa di Ognissanti :-)

Carissimi Amici, buona Festa di Tutti i Santi e un ricordo speciale per tutti i nostri defunti la cui commemorazione sarà domani.
Un abbraccio
R.