domenica 23 luglio 2017

Caso Ratisbona. Doverosi ringraziamenti ad Alberto e a Kathnet per il servizio alla verità (Raffaella)

Buona domenica, carissimi amici!
Non ho potuto fare a meno di notare che sui social viene rilanciato il post del blog con il commento del nostro Alberto a proposito del "rapporto Weber" sui presunti abusi nella diocesi di Ratisbona.
Grande eco sta avendo anche l'intervista di Kathnet allo storico Hesemann. Non penso però che tutto questo sussulto di giornalismo sia sufficiente. Parlano alcuni siti web ma tacciono i grandi giornali e le televisioni, forse perchè raccontare la verità significherebbe ammettere di avere mentito spudoratamente nei giorni scorsi.
In ogni caso ora è tardi per rimediare ai torti.
Abbiamo avuto modo di vedere in azione i mass media allineati: letto uno, letti tutti. Visto un telegiornale, visti tutti.
Un'agenzia confeziona una notizia vecchia di sette anni, ci mette sopra un fiocco e la presenta come assoluta novità. Tutti abboccano. In realtà il verbo abboccare (sulla base del politicamente corretto chiediamo scusa ai pesci che potrebbero sentirsi offesi dall'accostamento...) non è quello giusto perchè esso presuppone una certa inconsapevolezza. In realtà giornalisti e vaticanisti non potevano non sapere che le notizie erano datate e quindi c'è stato dolo nella diffusione della fake news. Inoltre, cosa gravissima, nessuno si è preoccupato di leggere la fonte originale o almeno di farsela tradurre dal tedesco. Si voleva colpire Mons. Georg Ratzinger e lo si è fatto senza ritegno. Egli ha dedicato la sua vita alla Chiesa (maiuscolo) e alla musica ed è stato ripagato, a 93 anni, nei modi che abbiamo visto. La sua colpa? Avere un fratello minore di nome Joseph diventato Papa con il nome di Benedetto XVI.
Mi vergogno di tutto ciò e chiedo scusa a Mons. Ratzinger a nome dei giornalisti italiani (e non solo).
Ritengo ancora più grave il comportamento della chiesa (minuscolo) e dei suoi mezzi di comunicazione che non hanno speso una parola a favore della verità. 
In fondo bisogna capirli: nei giorni in cui il mondo cattolico era impegnato sui social e sui blog a diffondere la verità su Mons. Ratzinger, in altri luoghi ci si preoccupava di bacchettare i cattolici americani e di offendere preti e vescovi non allineati chiamandoli ignoranti (qui e qui).
Addirittura un'autorevole firma bacchetta i media sul caso Ratisbona senza nominare, nemmeno di striscio, Georg Ratzinger. 
Grazie ancora ad Alberto e Kathnet per il servizio alla verità in tempi non facili e grazie a tutti gli amici del blog sempre e comunque presenti :-)
R.

No, la chiesa non può essere solo applausi. Intervista a Gerhard Ludwig Müller (Matzuzzi)

Clicca qui per leggere l'intervista segnalati da Eufemia.

Dal cardinale Sarah un'umile lezione di stile (Magister)

Clicca qui per leggere il commento.

sabato 22 luglio 2017

'Il rapporto sul Coro di Ratisbona scagiona Georg Ratzinger'. La traduzione dell'intervista di Yuliya Tkachova allo storico e biografo Michael Hesemann

Clicca qui per leggere la traduzione in italiano dell'intervista che Yuliya Tkachova ha fatto allo storico e biografo Michael Hesemann in rapporto alla relazione sullo scandalo dei Cantori del Duomo di Ratisbona.
Ci tengo particolarmente a ringraziare kath.net per l'impegno straordinario nella ricerca e divulgazione della verità.
A questo punto consiglierei a giornalisti e commentatori o sedicenti tali di andarsi a nascondere nel punto più remoto della Terra. Che vergogna...
R.

venerdì 21 luglio 2017

Ecco la verità su Georg Ratzinger così come risulta dalla lettura integrale del rapporto sugli abusi di Ratisbona (Alberto)

Carissimi amici,
il nostro Alberto ha fatto un lavoro straordinario leggendo direttamente il rapporto sugli abusi reso noto nei giorni scorsi dalla diocesi di Ratisbona.
Dallo studio diretto della fonte, operazione sconosciuta alla maggiorparte dei commentatori ma base del giornalismo di un certo livello, si ricava che Mons. Georg Ratzinger è del tutto estraneo agli episodi di violenza emersi. Non solo: nulla è cambiato rispetto a quanto già si sapeva nel 2010.
Il fatto che la maggiorparte dei giornali e delle tv abbia presentato il documento di Ratisbona come novità dimostra ancora una volta non solo la faziosità ma anche l'assoluta mancanza di scrupoli e di professionalità di molti (non di tutti).
Accostare sui giornali e soprattutto in televisione il volto di Mons. Ratzinger e, ovviamente, di Papa Benedetto XVI a questa vicenda non è solo un'operazione scorretta e priva di etica ma, a mio avviso, assume i connotati di un vero e proprio reato. 
Il fatto che la chiesa cattolica e il vaticano abbiano permesso questa operazione senza intervenire nemmeno con una nota di precisazione è ancora più grave e non deve stupire se in molti ne stanno traendo le dovute conclusioni.
Si dice spesso che il processo primaverile in atto è irreversibile. Davvero? Si sappia che è irreversibile anche la condanna di certi comportamenti anche omissivi.
Grazie ancora ad Alberto per il grande aiuto che ci ha dato.
Riporto integralmente i suoi interventi scritti ieri sul blog. I professionisti della disinformazione sono pregati di prendere appunti.
R.


"Non solo i fatti erano fondamentalmente già noti nel 2010 (salvi l'arco temporale e la consistenza numerica riferiti dal rapporto Weber), ma per quanto riguarda precisamente la posizione di Georg Ratzinger, risulta in sostanza confermata nel rapporto la versione dei fatti dallo stesso rilasciata alla stampa nel 2010.


Direi di più, essa risulta rafforzata, in quanto va tenuto in conto che:


- l'avv. Weber è stato appositamente scelto dalla diocesi perché legale della Wasser Ring, associazione di tutela delle vittime di abusi e quindi massima garanzia di trasparenza e di non collusione con le istituzioni ecclesiastiche


- Weber ha contattato e ascoltato gli studenti, ma non ha domandato a G. R. la sua versione dei fatti


- il metodo usato da Weber non è quello di un processo, da svolgersi in contraddittorio, ma una specie di inchiesta storica che non ha pretese di arrivare alla verità piena ma, come dice lo stesso Weber, si accontenta di affermare una maggiore o minore plausibilità dei resoconti degli studenti, con conseguente risarcimento in denaro offerto dalla diocesi.
Quindi se, a tale limitato fine, è giusto privilegiare la versione data dagli allora studenti, si può ritenere altamente plausibile – per parafrasare Weber – che ciò che essi non affermano essere accaduto non è accaduto.
Al ruolo di Georg Ratzinger (che era il Domkapellmeister, maestro di cappella del Duomo, e non lavorava nelle strutture scolastiche) il rapporto dedica le pagine 378-381, all'interno di un contesto nel quale si precisa che gli episodi violenti (anche quelli, la gran maggioranza, di abuso dei mezzi di correzione a connotazione non sessuale) accaddero non nell'ambito delle lezioni musicali del coro ma in quello ginnasiale e del convitto.


Dalla lettura di tali pagine si evince che egli (Georg Ratzinger) non è accusato da nessuno di alcun maltrattamento, né fisico né morale (è stato semmai lui stesso, nel 2010, a ricordare spontaneamente di aver dato prima del 1980 qualche schiaffo, di cui si era già allora pentito), ma al massimo di aver ricevuto qua e là notizia di eccessi nell'uso dei mezzi di correzione nelle sedi ginnasiali e convittuali e di non essere intervenuto, salvo aver mandato una lettera di segnalazione al direttore scolastico nel 1989.
E' proprio ciò che lo stesso G.R. disse nell'intervista del 2010: gli erano giunte alcune voci in tal senso (mai di abusi sessuali) e non ne aveva immaginato la portata.
La più grave delle accuse specifiche gliela rivolge un ex studente, il quale riferisce che, durante un pranzo, mise in tasca dell'arrosto di maiale, fu per questo schiaffeggiato dal direttore della scuola e G. R. assistette senza intervenire.
Il rapporto conferma che non vi è alcuna prova che egli abbia mai saputo di abusi sessuali ed anzi cita opinioni di studenti che ritengono altamente improbabile che egli ne sapesse qualcosa, a causa del suo carattere schivo e del suo interesse al solo aspetto musicale del coro, contrapposto al totale disinteresse per la vita della scuola e del convitto.
Non manca nel rapporto (ma del tutto nei resoconti giornalistici) la parola di alcune vittime di maltrattamenti che hanno di G.R. un caro ricordo "Dava l'impressione di non percepire la realtà circostante al di fuori della musica. Era una persona rispettata, ma più come un nonno che distribuiva settimanalmente dei dolci e con la sua passione più alta per la buona musica... Non sapeva nulla della scuola. Anche della vita interna al collegio non sapeva davvero molto" (righi 24-29 pag. 378).


Nelle pag. 212-218 il rapporto non analizza eventuali responsabilità di GR di cui abbiamo già parlato prima, ma la sua personalità come descritta da 124 vittime di maltrattamenti all'interno dell'istituzione di Regensburg.
Sulla sua personalità le opinioni divergono. Mentre qualcuno afferma di ricordarlo irascibile e autoritario, soprattutto se l'esecuzione non era musicalmente perfetta, ed alcuni di questi ricordano gli schiaffi durante le prove di cui lo stesso GR aveva già parlato, tirate di orecchie o capelli, ma precisando che il maestro non si divertiva a punire bensì semplicemente si arrabbiava alquanto e aveva i suoi scatti d'ira, molti altri – che pure si dichiarano vittime di veri e propri maltrattamenti e abusi da parte di altre persone – lo elogiano: “Era autoritario ma non ha mai fatto male a nessuno”; “Era veramente giusto, competente. Lo ricordo con rispetto”; “Sgridava, ma in modo amichevole, mai vendicativo”; “Era rigoroso, ma indubbiamente bonario”; “Ne ho un buon ricordo, come di una persona molto calorosa”; “I bambini gli andavano incontro senza paura. Era sempre attorniato da grappoli di bambini”; “"Il nostro Domkapellmeister, il nostro capo, era apprezzato da tutti i bambini, anche se ci sottoponeva a prove stressanti”; "Se era possibile, eravamo tutti i pomeriggi alle ore 16 davanti alla sua porta e lui condivideva con noi pezzi di torta, biscotti e dolci” “I bravi alunni lo amavano”

In “quer pasticciaccio brutto de Ratisbona” Georg Ratzinger non c’entra (Aleteia)

Clicca qui per leggere l'articolo segnalatoci da Maria Pia.
Grazie per la citazione  ma soprattuto grazie per il contributo alla verità da parte di Aleteia.
R.