domenica 30 aprile 2017

Archiviata Ratisbona? Ne siamo tutti felicissimi (R.)

Cari amici, buona domenica :-)
Vorrei fare con voi qualche riflessione.
Credevo che il recentissimo viaggio in Egitto sarebbe stato l'occasione per rivangare in negativo il discorso di Ratisbona.
Noto invece che la lectio è rimasta in controluce nel senso che quasi nessuno ha osato riprendere le critiche (infamanti e pretestuose) nei confronti di Benedetto XVI. 
Naturalmente questo atteggiamento non è dovuto a un ripensamento o a un attò di umiltà e riconoscimento delle gerarchie ecclesiastiche e soprattutto dei mass media, ma al fatto che l'opinione pubblica (l'unica entità che conta ormai...fuori e dentro la chiesa) ha capito che la lectio di Ratisbona era ed è profetica. 
Alcuni sono arrivati a questa conclusione leggendo finalmente il testo. Lodi!
Altri si sono convinti vedendo nel discorso un atto di accusa verso l'islam. Nulla di più sbagliato. L'islam non c'entra nulla (o c'entra poco) con il discorso di Ratisbona, che ha per oggetto il rapporto fra fede e ragione. Questa interpretazione contro l'islam è stata così a lungo sposata dai media che ora non possono certo lamentarsi. Noto che si cerca in tutti i modi di dimostrare che c'è qualcosa della lectio nella chiesa di oggi. Mah...sforzo apprezzabile ma contraddetto dai fatti.
C'è poi chi arriva a dire che i contenuti sono gli stessi ma il linguaggio è diverso. Vi prego di aiutarmi a rialzarmi perchè mi sto rotolando dalle risate. Ciò che è cambiato non è il linguaggio dei papi, ma l'atteggiamento dei mass media. Leggo certe interviste e scuoto la testa soprattutto per le ultime risposte (clicca qui). Poi faccio "spallucce" considerando da quale pulpito arrivano...(tanto per non dimenticare clicca qui).
Non si unisce al coro Melloni che, fedele a se stesso, parla della lectio come atto d'accusa verso l'islam (clicca qui). 
Ma torniamo a noi. 
Sono certa che in tanti vorrebbero scrivere che in questi giorni la lectio di Ratisbona è stata archiviata. Se non lo fanno è perchè si aprirebbe subito un dibattito sull'atteggiamento da tenere nei confronti dell'islam e non è detto che la chiesa si oggi ne uscirebbe rafforzata.
Il discorso però è sottinteso. Perchè sono felicissima che Ratisbona sia stata archiviata o che si voglia farlo credere? Per due motivi.
Innanzitutto perchè, in questo modo, si consegna quella lectio straordinaria alla storia. Slegato dalla cronaca, quel testo potrà essere sempre di più apprezzato per la sua portata profetica. Non penso che oggi (e il ragionamento sarà valido ancora di più in futuro) si possa prescindere da quel discorso.
In secondo luogo gioisco perchè d'ora in avanti non potranno più esserci alibi o scuse.
Si e' voltata pagina sull'islam? Benissimo! 
La chiesa dovrà andare avanti con le sue gambe e non appoggiarsi sempre alla "stampella Ratzinger". Quando qualcosa andrà male non si potrà più dire: "tutta colpa di Ratzinger e di Ratisbona...eh...se ci sono sono queste incomprensioni con l'islam dobbiamo ringraziare Ratisbona...eccessiva prudenza nel condannare gli attentati di matrice islamica? Eh, c'è ancora il ricordo di Ratisbona...".
Ora basta, stop, finito! Avanti senza più alibi!
Del resto mi pare che la barca della chiesa viaggi con il vento mediatico in poppa.
Proviamo a immaginare che cosa sarebbe accaduto se Benedetto XVI avesse parlato di campi di concentramento, di lager...apriti Cielo! 
Ora, invece, sembra tutto "normale". Sì, qualcuno protesta ma si tratta di voci isolate che vengono subito messe a tacere.
E' un tempo veramente felice per la chiesa. O forse c'è qualcosa che non quadra? Mah...chi vivrà vedrà. E' un enigma degno della sfinge :-)
R.

domenica 23 aprile 2017

La necessaria coerenza del magistero con la Tradizione. Gli esempi della storia (Claudio Pierantoni)

Clicca qui per leggere il testo integrale della riflessione di Claudio Pierantoni.

Vedi anche:

Dopo i quattro cardinali, parlano sei laici (Magister).

Molto interessante "l'opzione Benedetto":

"Anna M. Silvas...propone...una "opzione Benedetto" per l'attuale era post-cristiana, ispirata al monachesimo nel crollo dell'età antica, un umile e comunitario "dimorare" presso Gesù e il Padre (Gv 14, 23) nella fiduciosa attesa, fatta di preghiera e lavoro, che cessi la tempesta che sconvolge oggi il mondo e la Chiesa.

Se si parlasse più della salvezza delle anime e meno di politiche migratorie...(Raffaella)

Buongiorno e buona domenica "in albis" a tutti :-)
Stamattina mi sono svegliata prima del solito e così ho dato una rapida occhiata ai telegiornali dell'alba. Mi ha colpito il fatto che la chiesa continui a parlare di politica (in particolare quella relativa ai migranti) quasi fosse un chiodo fisso, l'unica ragione della sua esistenza. Addirittura si arriva a suggerire quanti migranti dovrebbe accogliere ciascun comune italiano. Eh sì...sempre l'Italia (o al massimo la Grecia). Mai che si coinvolgano, con nomi e cognomi, altri Paesi europei citati, quasi per inciso, con il termine generico di "nord".
Per di più si arriva a invocare la presenza massiccia di immigrati per risolvere il problema della denatalità. Magari, con la stessa enfasi, si potrebbe incoraggiare gli amici politici a pensare soluzioni che consentano ai coniugi italiani di avere più figli e invece...
Comunque l'accoglienza di migranti pro quota in ogni comune e i flussi come risorsa (che dovrebbe pagare anche le pensioni...) sono gli stessi concetti che si sentono sulla bocca di certi politici.
C'è bisogno di una chiesa che parli come un partito?
Forse sarebbe il caso che la chiesa pensasse di meno ad incoraggiare la politica o, meglio, una determinata parte politica e si occupasse di più della cura delle anime dei Cattolici visto che le parrocchie sono sempre più vuote e anche le piazze non sono più quelle di una volta.
Va bene suscitare gli appluasi dei mass media ma qualche volta si dovrebbe pensare anche a nutrire la ragione dei fedeli.
C'è stato un tempo in cui la chiesa e il Papa non potevano parlare di temi che interessavano anche la politica senza essere accusati di ingerenza e di praticare l'esercizio della "gamba tesa".
Beata coerenza :-)
R.